IL NERO

 

Brillano e splendono

Migliaia di pigmenti colorati addobbano il tavolo di legno

Verde speranza e Bianco candore

L’Azzurro è dell’abisso mentre l’Arancio pare sbiadito

C’è il Celeste infinito e il Rosso del cuore

Manca mi sembra solo il nero…

il colore del terrore.

Tra le mie dita vive un pennello dalla morbida chioma

Palpita e freme, lo sento ansimare…

vediamo che vuol fare!

Innanzitutto carezza il bianco smagliante creando volute di pace

Immerge il capo così tinto nel verde

Ma stinge senza volere quella goccia di erba artificiale

Senza attendere si tuffa nel blu,

divenendo turchese come pietra preziosa

Ma naviga e naviga simile a nave dispersa

Scurendo e scendendo nella profondità di cobalto del mare

Spaventato riemerge sfiorando per sbaglio il giallo del sole sperduto

Questo, solitario e geloso, gli dà un po’ di sé.

Di nuovo turchese e precaria, solo un attimo d’indugio,

E la chioma del pennello piomba giù

A carezzare quel che dipinge il bene e che spesso è di fuoco come la passione:

Il rosso acceso, cioè, del cuore.

Ma, ahimè, mal si uniscono tanti colori

Simili tinte non posson vivere assieme tanto son diverse

E pare che mai saran felici.

Da tale miscela creata sì con allegria,

nasce invero una brutta venatura:

è della tenebra e del mistero,

delle sere senza luna e stelle, dei pianti tristi e dei dolori infiniti.

Ma il pennello salta su!

E’invece riuscito nell’intento,

ha creato la sfumatura che cercava!

Rappresenta sonno e riposo,

calma e quiete,

la notte serena dopo ore di lavoro;

esso è altresì il colore che annulla il bagliore menzognero,

proprio lui…

il Nero!

 

*GIORGIAM*

I diritti riservati sul testo.

Immagine reperita in rete.

IL NEROultima modifica: 2010-10-04T13:06:28+00:00da talamasca.x
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